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Settimana scorsa il Gran Consiglio ticinese ha deciso sulla fusione dei Comuni della Capriasca: se per 5 la fusione è volontaria, Sala Capriasca sarà obbligata ad entrarvici. La Capriasca sarà il primo passo del Ticino verso una riforma delle sue istituzioni politiche? Speriamo di sì. Nel tempo i Comuni hanno perso il loro potere decisionale, scaricando i suoi compiti al Cantone; quale risultato gli amministratori comunali si ritrovano ad approvare cose imposte perlopiù da Bellinzona. I comuni odierni sono poveri delle tre risorse base: territorio, popolazione e finanze. Alcuni abbondano in una risorsa ma hanno delle grosse limitazioni nelle altre. Costruendo i Comuni del futuro, con sufficienti risorse, potremo ridare peso alla funzione politico-decisionale e non solo amministrativa alle entità base del sistema elvetico. Questa trasformazione nei "Nuovi Comuni" dovrà passare volenti o nolenti attraverso le fusioni comunali, volontarie o coatte. Il messaggio dovrà passare, anche laddove l'attaccamento al Comune è forte: una nuova collettività comunale non significa sradicare le persone dal proprio paese o villaggio. Anzi, con dei Comuni più forti e sani potremo dare quel compito che spetta al cittadino: decidere di sé stesso! Il Comune del futuro è alle porte, aiutiamo il Cantone Ticino ad entrare più forte e solido nel nuovo Millennio. Norman Gobbi, deputato al GC ticinese.
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